Don Claudio Burgio, cappellano dell’istituto minorile Cesare Beccaria, ha lanciato un monito severo sulle condizioni sociali di Milano, sottolineando come etichette superficiali come «maranza» o «baby gang» impediscano di affrontare i problemi reali del disagio giovanile.
Durante un intervento per la preghiera interreligiosa dei City Angels in stazione centrale, Don Burgio ha evidenziato una crescente e inedita povertà nei quartieri milanesi. Ha descritto una città che, attraverso i social media, appare ricca e piena di opportunità, attirando giovani, inclusi minori stranieri non accompagnati, che poi si scontrano con una realtà fatta di nulla e violenza.
Violenza e povertà: molti ragazzi vivono nella violenza perché incapaci di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, portati a gesti sconsiderati dalla paura.
Il potere delle etichette: l’uso di termini come «maranza» distoglie dall’obiettivo di aiutare questi giovani a riconoscere i propri errori e a trovare soluzioni, impedendo un vero progresso.
La Speranza del cambiamento: Don Burgio ha raccontato come, incontrando questi ragazzi nelle celle, ritrovi quell’animo umano che sa ancora riconoscere i propri sbagli e desidera cambiare. Quando accolti in modo adulto, riconoscono i reati commessi e il bisogno di aiuto.
La sfida, secondo il cappellano, è guardare oltre le definizioni semplicistiche e affrontare la complessità di una città che forma tanti giovani ma nasconde sacche di emarginazione profonde.
L.G.




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