Il contesto in cui produciamo e consumiamo contenuti evolve a velocità vertiginosa, e con il 2026 cambia anche la geografia del Fuorisalone. Il tema di quest’anno, “Essere progetto”, suggerisce una riflessione profonda: non si tratta più solo di decidere “chi è dentro e chi è fuori” dal perimetro milanese, ma di gestire la pressione enorme che grava sulla Design Week. Dopo l’iper-crescita post-pandemia, la sfida non è aumentare i volumi, ma migliorare il modo in cui attraversiamo questa “rete fluviale” di persone e idee.
La rivoluzione digitale: Arriva il Fuorisalone Passport
La vera novità logistica è il Fuorisalone Passport. Se negli ultimi anni l’elemento identitario della settimana sono state le code chilometriche, il sistema corre ai ripari con una web app “salva-tempo”. Non un semplice saltacoda, ma un ecosistema basato su QR code che permette l’accesso a una selezione di eventi, eliminando le registrazioni ripetute e garantendo una raccolta dati più fluida per organizzatori e visitatori. È l’evoluzione naturale di una piattaforma che, dal 2003, monitora il design con numeri da capogiro (oltre 1.000 eventi nel 2025).
Oltre i confini: Il Fuorisalone diventa Regionale
Quest’anno il “fuori” è fuori per davvero. Se in passato ci si chiedeva dove scappare dal caos restando in città, oggi è il Fuorisalone stesso a guidarci in gite fuori porta.
Tra le mete imperdibili:
- Cesano Maderno: A Palazzo Arese Borromeo va in scena “0-99. Design per gioco”, tra scacchiere d’autore e Risiko in scala umana.
- Piacenza: Volumnia ospita la monografica di Davide Groppi, “Un’ora di luce”, dedicata a 38 anni di storia dell’illuminazione.
- Torino: Grazie a MiTo Design Connections, il capoluogo piemontese (a soli 35 minuti di treno da Rho Fiera) diventa ufficialmente parte dell’atlante dell’accoglienza.
I Distretti Storici: Brera e Tortona
Il cuore di Milano conferma i suoi pilastri. Brera Design District si presenta come una “galassia nella galassia” con oltre 200 eventi e 217 showroom permanenti. Tra i punti forti, il tour privato di cinque dimore storiche e il Brera Design Apartment, curato da ZanellatoBortotto, che resta il centro nevralgico per i professionisti. In zona Tortona, il tema è la ribellione: “Design to Change Everything”. Qui il design diventa processuale e interattivo. All’Opificio 31, Swatch lancia il laboratorio di AI, mentre IQOS e Devialet trasformano il suono in un paesaggio dinamico. Non mancano gli omaggi alla cultura pop, come il tributo di Italdesign alla leggendaria Honda NSX.
Infine, Superstudio compie una scelta radicale: abbandona il concetto di singolo distretto per triplicarsi.
- Superstudio Più (Tortona): ospita SuperNova, con la celebrazione dei 25 anni di Moooi firmata da Marcel Wanders.
- Superstudio Maxi (Barona): diventa Supercity, uno spazio multiculturale che guarda a New York e alla ICFF.
- Superstudio Village (Bovisa): una fabbrica dismessa dedicata alla sperimentazione dei giovani talenti e ai Graphic Days torinesi, con un programma che prosegue fino a tarda notte tra musica e ricerca.
Il Fuorisalone 2026 non è quindi solo una mostra diffusa, ma un tentativo consapevole di governare la complessità, trasformando la visita in un atto progettuale vero e proprio. L.G.




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