Cosa accadrebbe se fosse possibile rivedere i propri sogni come se fossero un film? È la domanda con cui nasce onirica, il primo progetto italiano che utilizza l’intelligenza artificiale per tradurre racconti onirici in materiale audiovisivo.
Con base Modena il gruppo di artisti “fuse”, in collaborazione con il laboratorio di psicologia del sonno e del sogno di bologna, partendo da un vasto archivio di oltre 28.748 sogni reali hanno dato vita ad un sistema AI capace di analizzare temi e simboli ricorrenti del sogno umano, sviluppando infine un’installazione fuori dal comune.
Attraverso l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale il team ha trasformato in sogni in prompt, il risultato? Una serie di video brevi realizzati dall’AI e riprodotti all’interno dell’installazione immersiva allestita presso la Fondazione Alberto Peruzzo nell’ex Chiesa di Sant’Agnese a Padova. Ma l’obbiettivo di Onirica non è solo quello di dare un’immagine ai sogni bensì di fornire al pubblico un servizio: dreamer interprete ai, un consulente sì ma basato sull’intelligenza artificiale.
Scaricabile gratuitamente trammite app store, dreamer interpretation non si limita alla sola traduzione del sogno bensì lo analizza. Alimentato dalla tecnologia OpenAI, l’utente racconta il suo sogno, un assistente AI analizza il testo individuando simboli e temi ricorrenti per poi fornirne un’analisi che unisce diversi approcci psicologici: freudiano, junghiano, culturale ecc. Infine genera un breve video che ricrea visivamente il sogno descritto. Nonostante non abbia ancora una validazione di tipo scientifico come strumento diagnostico, molti utenti la trovano utile per riflettere sulle proprie emozioni dando un senso all’inspiegabile sfera irrazionale dei sogni.
Tuttavia con l’avanzare delle tecnologie e della sete di “sapere”, oggi interpretare l’interpretabile non basta più. Se Onirica e Dreamer rappresentano il tentativo di dare un’immagine e un significato a ciò che sogniamo, il passo successivo sembra essere quello di intervenire direttamente sull’esperienza onirica, arrivando a controllarla.
Conosciuto come “sogno lucido” è un fenomeno più unico che raro in cui il sognatore è consapevole di star sognando, dunque esercita la facoltà di controllare persone, ambienti e azioni. Un’esperienza che in pochi possono dire di aver vissuto veramente ma forse grazie all’intervento dell’intelligenza artificiale, i sogni lucidi, potrebbero diventare la normalità. Morpheus-1, sviluppato da Prophetic AI, monitorando il momento perfetto del sonno rem attraverso la stimolazione del cervello con onde ultrasoniche, assicura la venuta del sogno lucido. Il vantaggio? Studi preliminari suggeriscono che la possibilità di auto-innescarli a comando possa essere d’aiuto per trattare disturbi da stress – post traumatico e ansia.
Sorge spontanea, a questo punto, la paura di vedersi scavalcati dall’intelligenza artificiale: una sfera priva di creatività e ingegno senza l’intervento umano. Ma perché non provare a pensarle come due opposti che si attraggono?
Stiamo forse vivendo quella che verrà ricordata come la preistoria dell’interazione intelligente tra uomo e macchina. E se un giorno saranno gli algoritmi a scrivere anche i nostri sogni, dipenderà solo da noi decidere cosa lasciargli raccontare.
Nicole Pavanello



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