Il ciclo “La fotografia ai tempi dell’IA” riunirà accademici, fotoreporter e responsabili di grandi archivi per riflettere sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla comunicazione visiva e sulle future politiche pubbliche.
ROMA – Qual è il confine tra realtà e manipolazione digitale? Come cambia il ruolo del fotoreporter in un’epoca in cui gli algoritmi possono generare immagini iperrealistiche in pochi secondi?
Per rispondere a questi interrogativi, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha promosso un ciclo di tre appuntamenti di rilevanza nazionale intitolato “La fotografia ai tempi dell’IA”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di esplorare l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo della comunicazione visiva, analizzare il rapporto sempre più stretto tra reportage e arte e definire nuove linee d’azione pubbliche per la tutela e la conservazione delle immagini.
L’avvio del percorso è fissato per mercoledì 27 maggio 2026, presso l’Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’appuntamento riunirà nella Capitale protagonisti del settore, tra accademici, giornalisti e rappresentanti dei principali archivi storici italiani.
Il primo appuntamento: tra testimonianza e arte
Il convegno inaugurale, intitolato “Tra testimonianza e forma. Fotografia di reportage e fotografia d’arte nel dibattito contemporaneo”, analizzerà un confine teorico e pratico oggi sempre più sfumato.
Se storicamente la fotografia di reportage è stata associata ai concetti di documentazione oggettiva, cronaca e memoria storica, oggi la crescente intersezione con il sistema dell’arte ne evidenzia una forte dimensione autoriale, estetica e concettuale.
La fotografia non appare più soltanto come uno specchio della realtà, ma come uno strumento di interpretazione complessa.
I lavori della mattinata si apriranno con i saluti istituzionali della Sottosegretaria di Stato alla Cultura, Sen. Lucia Borgonzoni, del Direttore Generale Creatività Contemporanea Angelo Piero Cappello e della Dirigente Marta Ragozzino, a testimonianza dell’impegno istituzionale sul tema.
Seguiranno due interventi teorici:
- Claudio Marra proporrà una riflessione sulla fotografia sospesa tra informazione ed espressione artistica;
- Matteo Balduzzi affronterà il tema della gestione e dell’acquisizione della fotografia di reportage nelle collezioni museali pubbliche, analizzando opportunità e criticità dei nuovi linguaggi visivi.
I grandi archivi storici a confronto
La seconda parte della mattinata sarà dedicata alla tavola rotonda “La fotografia di reportage in Italia dagli anni Trenta a oggi”, moderata dal giornalista e saggista Michele Smargiassi.
L’incontro metterà a confronto l’esperienza dei professionisti con le strategie di conservazione adottate dai principali archivi italiani.
Tra i relatori sarà presente Maurizio Riccardi, Direttore dell’Archivio Riccardi di Roma, che porterà la testimonianza di uno dei più importanti patrimoni fotografici della Capitale, capace di raccontare decenni di storia politica, sociale e culturale del Paese.
Interverranno inoltre Barbara Costa, Emiliano Guidi e Marta Sollima, impegnata nella conservazione dell’eredità visiva e civile della grande fotografa siciliana.
La prospettiva del lavoro sul campo sarà rappresentata dai fotoreporter Maurizio Piccirilli, Marcellino Radogna ed Elio Vergati, che condivideranno esperienze e riflessioni sulle trasformazioni digitali della professione.
La sessione si concluderà con un dibattito aperto al pubblico.
La strategia dello Stato nell’era degli algoritmi
L’evento di maggio rappresenta soltanto la prima tappa di un percorso più ampio, pensato per rispondere in modo strutturato alla trasformazione generata dall’intelligenza artificiale.
Il Ministero della Cultura ha già definito le successive tappe del programma:
Luglio 2026 – “Le pratiche e i generi del reportage contemporaneo”, con un focus su come i fotografi stiano integrando o rifiutando le nuove tecnologie nei processi creativi.
Settembre 2026 – “Fotografia contemporanea e politiche pubbliche”, appuntamento dedicato alle strategie di acquisizione, committenza pubblica, conservazione e valorizzazione del patrimonio visivo nazionale.
L’obiettivo finale sarà individuare strumenti concreti per la tutela del diritto d’autore e per garantire l’autenticità dell’informazione visiva di fronte alle sfide poste dalla manipolazione algoritmica.




Leave A Reply