Inaugurata lo scorso 29 ottobre negli spazi del ristorante Eggs (via Solferino 35, Milano), la mostra organizzata dalle Botteghe d’arte del Mapp, il Museo di arte contemporanea dell’ex istituto psichiatrico Paolo Pini, celebra la simbologia dell’uovo e il ruolo curativo dell’arte. Resterà visitabile fino a fine anno.
Una mostra a tema “rinascita”
Simbolo di perfezione, rinascita, eterno ritorno, ma anche dell’origine da cui tutto ha avuto inizio e di un microcosmo completo in sé stesso e ricco di potenzialità, l’uovo sempre affascina e ispira artisti di tutte le epoche, gli “ismi” e le forme espressive: dall’arte sacra più classica al surrealismo, dalla pittura alla scultura fino all’architettura e alle altre tecniche di rappresentazione figurativa. Oggetto di attenzione da parte della scienza e della cucina, oggi è al centro di una mostra tutta nuova, esito di un percorso e di un progetto che ha voluto (e saputo) fare dell’arte uno strumento di cura ma anche di comunicazione e condivisione. Nasce così “Mondo n’Uovo”, un’esposizione di 14 opere d’arte realizzate da 48 artisti attivi presso Botteghe d’Arte del Mapp, il Museo di arte contemporanea dell’ex istituto psichiatrico Paolo Pini.

La forza della fragilità
La mostra è il frutto di uno stage organizzato dal Mapp e coordinato da Riccardo Gusmaroli, noto artista veronese contemporaneo e in passato fotografo di architettura e di still life, che già aveva collaborato con il Museo nel 2008 con “Chiuso per ferie mentali” e nel 2012 con “Oltre”. Con questo nuovo progetto riconferma la capacità dell’arte di farsi mezzo di espressione e rigenerazione senza confini, a partire da uno spazio un tempo di segregazione e sofferenza e oggi di cura, riconoscimento reciproco ed elaborazione di nuovi modi per esprimersi e dialogare.
Proprio come l’uovo è qualcosa di al tempo stesso fragile ma anche incredibilmente resistente, anche il disagio mentale e la malattia si trasformano in resilienza attraverso l’arte e la creazione di contesti in cui possono essere compresi e trasformati nel punto di partenza per una comunicazione diversa, fatta di intuizioni e sovrasensi.
Uguali ma diversi
Per Riccardo Gusmaroli, l’uovo rappresenta una casa, la cui scoperta può essere sia divertente che drammatica. Questa casa, simile a un guscio bianco, ha una struttura e una sostanza uguale per tutti, ma racchiude al suo interno una personalità unica, capace di infrangere le sue pareti con un linguaggio o un’iconografia distintiva. È un elemento al contempo semplice e complesso, simbolo di perfezione universale, associato a oltre tremila significati in diverse culture. Un universo misterioso, racchiuso in se stesso e al tempo stesso continuamente in comunicazione con ciò che lo circonda, attraverso un guscio permeabile che è al tempo stesso una difesa e uno schermo pronto a infrangersi per aprirsi al mondo.

Il Museo nell’ex manicomio
Il Mapp è stato inaugurato il 25 maggio del 1995, quando era ancora aperto il manicomio, che sarà poi chiuso nel 1999. Fu ideato da Teresa Melorio e Enza Baccei (Fondatrici dell’Associazione Arca Onlus), con la collaborazione del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ospedale Niguarda, la direzione artistica di Marco Meneguzzo e l’adesione di alcuni artisti (tra gli altri Enrico Baj) e alcune note gallerie e istituzioni d’arte milanesi (Studio d’Arte Cannaviello, Fondazione Mazzotta, Gallerie Seno e Giò Marconi e Toselli). L’obiettivo del progetto era trasformare l’ospedale psichiatrico Paolo Pini da luogo emblema dell’incomunicabilità in luogo di incontro, dove il “fare arte” fosse un’occasione di scambio di idee e linguaggi con artisti professionisti e dove la condivisione di esperienze culturali e artistiche tra i cosiddetti “sani” e “malati” contribuisse concretamente alla cura.
Nel tempo si è formata una vera e propria collezione di livello internazionale che accoglie i lavori di oltre 140 artisti e si arricchisce ogni anno di nuove opere. Il Museo oggi è costituito da una collezione permanente che comprende murales, installazioni e sculture dislocate nel parco del Paolo Pini, all’esterno e all’interno dei padiglioni, e da una raccolta di opere realizzate “a quattro mani” da artisti e i frequentatori delle Botteghe d’Arte.

Una mostra unica, in un contesto non casuale
La mostra Mondo n’Uovo «prosegue un percorso iniziato 30 anni fa alle Botteghe d’Arte del Mapp, dove l’arte è considerata un processo in cui tutte le possibili forme creative si contaminano e generano un mondo nuovo, un nuovo modo di fare cultura», spiega la dottoressa Teresa Melorio: «Una sosta che consente di sconfinare oltre l’ovvio e di nutrirsi dell’ignoto. Questa è arte che cura».
La scelta della location in cui allestirla non è causale. Eggs infatti non è un semplice ristornate, ma l’espressione di un’idea specifica trasformata in format di ristorazione basato sull’uovo in tutte le sue forme, varietà e declinazioni. A capo dell’idea c’è la chef Barbara Agosti, da sempre impegnata a sostegno dei progetti sociali e artistico culturali, che proprio nell’uovo ha visto infinite possibilità capaci di mettere d’accordo chiunque e dunque di creare occasioni sempre nuove di convivialità e condivisione.

Uno, nessuno, centomila
Eppure proprio come un’opera d’arte può avere infiniti sovrasensi, anche l’uovo può avere infinite declinazioni, sia dal punto di vista dell’origine (uova di gallina, di struzzo, di quaglia, di oca, di anatra, di pesce) sia dal punto di vista dell’utilizzo in cucina, allo stesso modo ogni opera d’arte può avere infinite interpretazioni, che aprono ad altrettanti sovrasensi impliciti. Ecco allora che, proprio come avviene in cucina, anche nell’arte figurativa, l’atto creativo appartiene all’artista, ma si libera della sua identità e contingenza per aprirsi potenzialmente al possesso molteplice del pubblico, che da semplice spettatore è chiamato a interpretarlo secondo il proprio gusto, la propria competenza, il proprio bisogno estemporaneo. Ecco allora che nessun piatto (nessun uovo?) è mai uguale a se stesso e nessuna opera è mai finita e conclusa in se stessa. Tutto rinasce. Tutto assume una forma sempre identica e sempre nuova.




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