Sul red carpet più atteso dell’anno non tutti i riflettori sono amici delle star. A Venezia, mentre il tappeto rosso continua ad ospitare attori e registi internazionali, le polemiche sul caso Dobrev e sulla presenza delle influencer non si fermano. A scatenare il caos è stato lo spiacevole episodio tenutosi lo scorso 2 settembre in occasione della première di “Ink”, il nuovo film diretto da Danny Boyle, quando la protagonista Nina Dobrev è stata invitata bruscamente a lasciare la passerella.

Classe 1989, l’attrice bulgara entra nei cuori del pubblico nei panni di Elena Gilbert in The Vampire Diaries, la serie fantasy più popolare tra gli anni 2000 e 2009, ruolo che le ha regalato la fama internazionale e milioni di fan in tutto il mondo. Nei video diventati rapidamente virali su tutti i social network, si vede chiaramente il momento in cui un addetto alla sicurezza, durante le prime pose dell’attrice, la invita bruscamente “a fare spazio” per gli altri artisti in attesa di sfilare. Dobrev, visibilmente sorpresa dalla richiesta, tenta comunque di concedere ancora qualche posa, quando l’intervento di un secondo addetto allo staff la interrompe nuovamente, accompagnandola verso l’uscita. Stando alla ricostruzione degli eventi, il gesto ha scatenato una forte reazione del pubblico presente che, durante l’accaduto, protestava urlando: “Lasciatela stare! È appena arrivata!”.
Una passerella durata meno del previsto, ma sufficiente a riaccendere la discussione sulla disparità di trattamento riservata alle vere star di Hollywood, rispetto allo spazio che la mostra cinematografica più prestigiosa dell’anno continua a riservare alle content creator. Ma lo scandalo dentro allo scandalo è lo sgomento del pubblico che, davanti ad episodi come questi, si chiede: “Ma quindi, perché gli influencer partecipano al Festival del Cinema?”. La risposta è in realtà più semplice del previsto. Esattamente come succede per altre grandi manifestazioni, come il Festival di Sanremo, anche Venezia non è più soltanto il punto di riferimento per il cinema internazionale, bensì un catalizzatore che attira verso di sé l’attenzione di brand e personaggi di ogni tipo. Da Armani a L’Oréal, per citarne alcuni, sono numerosi i brand che ogni anno fanno il loro ingresso alla kermesse cinematografica. E proprio grazie alla loro presenza, possono accedere a biglietti per i grandi eventi da destinare ai propri brand ambassador.
Che un evento così importante ospiti al suo interno figure e realtà che ne estendono la visibilità, contribuendo a mantenere vivo lo sviluppo economico del settore, è evidente. Allo stesso tempo, però, il malumore del pubblico indica una via precisa: non snaturare le radici storiche della Mostra, valutando in futuro possibili alternative, senza che questo finisca per sottrarre attenzione alle vere protagoniste del Festival.
Nicole Pavanello



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