La prevenzione del melanoma sta diventando un optional per la Gen Z. Sempre più giovanissimi dubitano dell’efficacia delle creme protettive a causa di una propaganda nociva sui social, specialmente su Tik Tok, che sta allontanando i ragazzi dall’uso di prodotti per la protezione contro i raggi UV, definiti inutili e talvolta pure ridicoli. La disinformazione propagata da sedicenti guru social riguardante l’importanza dell’esposizione solare e l’inutilità delle lozioni solari sta traviando sempre più adolescenti, dando vita a un preoccupante fenomeno in espansione noto come “Suncare Skepticism”, ovvero la diffidenza riguardo a creme solari e affini. Questa ondata di fake news ha avuto origine negli Stati Uniti, ma grazie alla natura intrinsecamente globale dei social è sbarcata in Europa e, anche nel Vecchio Continente, sta riscuotendo molto successo, Italia compresa.
Suncare Skepticism: la disinformazione nuoce gravemente alla salute
La necessità urgente è quella di ribadire alle nuove generazioni il primato delle informazioni scientifiche sulle notizie, spesso false, trovate sui social.
- Un’indagine dell’American Academy of Dermatology (AAD) rivela che quasi il 37% degli appartenenti alla Gen Z (18-26 anni) usa la protezione solare solo se sollecitato e il 28% ritiene che abbronzarsi sia più importante della prevenzione del cancro della pelle.
- Sempre dallo stesso report emerge che il 58% della generazione Z si è scottato nel 2023, rispetto alla media nazionale del 36%.
- Inoltre, il 52% di loro non è consapevole dei rischi delle scottature.
Un atteggiamento antiscientifico che trova tuttavia fondamento nei video-racconti di molti influencer irresponsabili che, senza alcuna base scientifica, propongono formule magiche e verità che di reale non hanno nulla, ma che vengono comunque interiorizzate e seguite da migliaia di ragazzi. Come per esempio nel caso di Kristin Cavallari, la quale ad aprile ha dichiarato di non usare mai l’olio solare e di ritenere che sia poco importante. L’attrice statunitense non rimane però un caso isolato e su Tik Tok gli influencer che ridicolizzano l’uso delle protezioni cutanee sono in ascesa. Essi hanno una notevole presa sulle malleabili menti dei giovanissimi, che li emulano, nonostante gli sforzi contrari dei cosiddetti derma-influencer, che cercano di spegnere il focolare delle fake news.
Suncare Skepticism: il marketing non aiuta
Negli Stati Uniti si stima che dal 1999 non escano modelli innovativi di protezioni contro i raggi UV. Questa tendenza secondo Forbes è dovuta anche al fatto che questi prodotti siano classificati come farmaci ed è quindi difficile l’iter per l’introduzione di novità, a causa delle lunghe procedure di approvazione della Food and Drugs Administration. Per questo motivo le società non investono nella creazione di nuovi articoli accattivanti, moderni e disegnati su misura per le giovani fasce di consumatori. In Europa, invece, le creme solari sono considerate cosmetici, favorendo l’innovazione e la vendita di nuove formule. Non investendo in ricerca, marketing e pubblicità le creme solari rimangono un prodotto poco allettante, soprattutto per i giovani, che lo vedono più distante dai loro interessi, la disinformazione, poi, fa il resto. Nonostante ciò, anche in Europa i social media stanno portando sempre più giovani a snobbare l’uso di questo importantissimo strumento di prevenzione. I dermatologi confermano che anche una sola scottatura durante l’infanzia o l’adolescenza raddoppia il rischio di melanoma in età adulta. In ogni caso, resta il fatto che è giusto portare avanti la battaglia contro la disinformazione, soprattutto se si parla di salute. Uilizzare il megafono social per diffondere informazioni corrette e scientificamente provate dovrebbe essere un obiettivo condiviso da tutti in ogni angolo del pianeta.




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