Un voto unanime per rifondare le regole della salute pubblica globale e rimettere il benessere dei cittadini al centro delle agende economiche internazionali.
La 79ª Assemblea mondiale della sanità si è chiusa a Ginevra con l’adozione di un pacchetto storico composto da oltre 20 decisioni e 13 risoluzioni. I provvedimenti affrontano alcune delle principali sfide del nostro tempo: dalla crisi della forza lavoro sanitaria alla minaccia silenziosa della resistenza antimicrobica, fino ai rischi legati all’esposizione alle radiazioni.
Il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha accolto con favore il voto degli Stati membri, lanciando però un monito affinché i progressi non restino soltanto sulla carta

«Ogni risoluzione adottata ha valore solo quando cambia ciò che accade in una clinica, in una comunità o in una famiglia».
Scudo globale contro i super-batteri: un piano decennale per salvare 39 milioni di vite
La misura più urgente riguarda il contrasto alla Antimicrobial Resistance (AMR), definita dagli esperti una delle maggiori minacce per la salute pubblica globale.
I dati dell’OMS delineano uno scenario preoccupante: nel 2023 una comune infezione batterica su sei risultava già resistente agli antibiotici, mentre la crisi avrebbe causato circa 4,7 milioni di morti nel solo 2021.
Senza interventi immediati, i decessi potrebbero raggiungere i 39 milioni entro il 2050, con effetti particolarmente gravi nei Paesi in via di sviluppo.
L’Assemblea ha risposto approvando il Piano d’azione globale (GAP-AMR) 2026-2036, basato sull’approccio integrato “One Health”, che considera interconnesse salute umana, animale e ambientale.
L’obiettivo fissato è ridurre del 10% i decessi globali entro il 2030.
Stop al “furto” di medici: il Codice etico si aggiorna dopo 16 anni
L’Assemblea ha affrontato anche la crescente crisi del personale sanitario, approvando il primo aggiornamento dal 2010 del Codice globale di pratica sul reclutamento internazionale.
Le nuove regole estendono le tutele agli operatori dell’assistenza e della cura e introducono criteri più stringenti per limitare il reclutamento massiccio di medici e infermieri dai Paesi più fragili durante le emergenze.
La novità riguarda anche il piano economico: i Paesi che reclutano professionisti dall’estero dovranno contribuire al rafforzamento dei sistemi sanitari dei Paesi d’origine, garantendo un ritorno più equilibrato.
La salute guida l’economia: approvata la strategia 2026-2030
Tra i pilastri della riforma figura anche l’approvazione della Strategia sull’economia della salute per tutti.
Il documento mira a superare l’approccio tradizionale che considera la sanità esclusivamente come una voce di spesa pubblica.
Dal 2026 gli Stati membri si impegnano a promuovere politiche economiche in cui benessere ed equità sociale diventino parametri centrali nelle decisioni finanziarie e di bilancio.
Radiazioni: primo storico accordo globale sulla sicurezza
Per la prima volta nella storia dell’OMS, i delegati hanno approvato una risoluzione specifica dedicata al tema “Radiazioni e salute”.
Il testo affronta i rischi derivanti sia dalle radiazioni ionizzanti sia da quelle non ionizzanti, considerando esposizioni di natura ambientale, medica e professionale.
Il piano prevede il rafforzamento dei sistemi nazionali di monitoraggio e introduce protocolli di sicurezza rafforzati per i soggetti più vulnerabili, in particolare bambini e donne in gravidanza.
L’appello finale di Tedros: «Ora serve l’accordo sulle pandemie»
Nel discorso conclusivo, Tedros ha richiamato un proverbio dominicano appreso durante i lavori:
«De poquito a poquito se llega lejos»
(Passo dopo passo si va lontano).
Un richiamo alla diplomazia sanitaria accompagnato da un invito all’azione politica concreta.
«Gli attuali focolai di Ebola e Hantavirus ci ricordano perché il mondo ha un disperato bisogno di un accordo pandemico», ha concluso Tedros. «Finalizzare l’allegato di questo trattato resta il compito più urgente che abbiamo davanti per evitare di farci trovare impreparati alla prossima emergenza».




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