Nella «Città Nazionale del Libro» in Scozia, un piccolo appartamento su Airbnb offre le chiavi di una libreria indipendente. Una formula di turismo culturale che ha rigenerato un intero paese, ma la lista d’attesa è già arrivata al 2028.
Se il sogno segreto di ogni lettore è perdersi tra il profumo della carta e gli scaffali di legno, c’è un angolo di Scozia dove questo desiderio si trasforma in una bizzarra realtà vacanziera. A Wigtown, un borgo di mille anime affacciato sul Mare d’Irlanda, i turisti non si limitano a visitare il territorio: per una o due settimane ne diventano i librai.
L’esperienza ruota attorno a The Open Book, una libreria indipendente situata al numero 2 di High Street. La formula è tanto semplice quanto originale: affittando l’appartamento situato sopra il negozio attraverso la piattaforma Airbnb, i viaggiatori ricevono le chiavi della bottega sottostante. Da quel momento in poi, hanno carta bianca. Possono riordinare i volumi, allestire la vetrina, consigliare i clienti, organizzare eventi culturali o gestire i canali social. L’unica regola è avere una passione sconfinata per i libri e la voglia di integrarsi nella comunità locale.
Dalla crisi industriale alla rinascita culturale
L’idea è nata dalla mente della scrittrice americana Jessica Fox, che ha scambiato la frenesia di Los Angeles per la quiete della penisola di Machars. Una scommessa che si è rivelata un motore economico straordinario per l’intera comunità. Dopo la chiusura delle storiche attività industriali della zona, Wigtown ha infatti rischiato lo spopolamento. La svolta è arrivata nel 1998, con la designazione a Città Nazionale del Libro. Da allora, gli edifici vuoti sono stati riconvertiti in caffè letterari, negozi di antiquariato e botteghe indipendenti.
Oggi il paese vive di cultura. I profitti generati dai soggiorni presso The Open Book, che costano poco più di 200 euro al giorno, non finiscono nelle tasche di privati, ma vengono interamente reinvestiti nel territorio. Contribuiscono a finanziare il celebre Wigtown Book Festival, giunto alla sua ventisettesima edizione, e sostengono progetti didattici per le scuole della regione del Dumfries e Galloway, come il prossimo Big Dog Education Tour.
Una fuga dalla frenesia globale
Finora sono stati più di mille i «librai a tempo» che hanno aperto la porta di High Street, arrivando da ogni parte del mondo. Il loro arrivo è accolto con entusiasmo dai residenti, felici di condividere la vita di paese con una comunità globale di sognatori.
Il successo dell’iniziativa è tale da aver generato un vero e proprio «effetto imbuto»: la domanda è così alta che le prenotazioni sono già esaurite per i prossimi due anni e i primi posti disponibili slittano ormai al 2028. Ma per chi ha la pazienza di aspettare, il premio è un’immersione totale nel ritmo lento della Scozia rurale. Un’esperienza che gli stessi turisti-librai riassumono così sui social: «Passate un’ottima giornata e non pensate che la pioggia scoraggi i clienti. Qui non lo fa davvero!».



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